Sala di studio

Condizioni di ammissione

sala studio ASMC

L’accesso alla sala di studio è libero e gratuito sia per le ricerche di studio che per quelle amministrative e private. Per essere ammessi è necessario esibire un documento d’identità e compilare una domanda (mod. 16) indicando correttamente i dati anagrafici, i motivi e l’argomento della ricerca, per ogni argomento, occorre una separata specificazione.

La domanda deve essere autorizzata dal responsabile della sala di studio ed è valida per l’anno solare in corso. L’autorizzazione alla consultazione è strettamente personale.






Regolamento della sala di studio



1. Nella sala di studio è vietato fumare; è altresì vietato introdurre in sala di studio borse, cartelle, ecc... che debbono essere lasciati all’ingresso negli appositi contenitori. Non è consentito disturbare gli altri frequentatori. Previa autorizzazione del funzionario di servizio, gli utenti possono portare nella sala di studio volumi e fotocopie di loro proprietà esclusivamente se necessari alla ricerca.
2. Lo studioso è tenuto ad apporre la propria firma in modo leggibile sul registro delle presenze giornaliere.
3. Inventari ed altri strumenti di corredo sono liberamente consultabili.
4. La richiesta del materiale documentario va effettuata sulle apposite schede e separatamente per ciascun fondo.
5. E’ vietata qualsiasi azione che possa pregiudicare l’integrità ed alterare la sequenza del materiale documentario.
6. E’ consentita la consultazione di un massimo di 7 pezzi giornalieri. La distribuzione dei pezzi termina 30 minuti prima della chiusura della sala di studio.
7. I documenti possono essere mantenuti in deposito a disposizione degli utenti che li ha richiesti fino ad un massimo di dieci giorni dall’ultima consultazione.
8. In caso di utilizzo di immagini/riproduzioni della documentazione archivistica all’interno di pubblicazioni, si rende necessaria la citazione della fonte archivistica.
9. Il rispetto del diritto d’autore è responsabilità dello studioso.
10. Lo studioso che utilizza materiale documentario dell’Archivio di Stato, si impegna a consegnare una copia dell’eventuale pubblicazione o una copia della tesi di laurea per la quale può stabilire le condizioni d’uso.

"La ricerca"

Per un primo approccio al patrimonio documentario si consiglia di consultare:

MINISTERO PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI - Guida generale degli Archivi di Stato, voce Macerata, a cura di P. CARTECHINI, volume II, Roma, 1983, pp. 689 - 757.

P.CARTECHINI, Fonti archivistiche per la storia della provincia di Macerata, in “Studi Maceratesi”, 1, Macerata 1965, pp. 5 - 72.

Ulteriori indicazioni di carattere bibliografico ed archivistico relative al materiale documentario vengono fornite dal funzionario di sala che presta assistenza continua durante l’apertura dell’Istituto. Informazioni specifiche inoltre vengono offerte all’occorrenza, dai singoli funzionari e dal responsabile della biblioteca a seconda delle competenze.

Individuato il fondo sul quale compiere la ricerca, gli utenti possono procedere alla consultazione degli strumenti di corredo. Questi, divisi a seconda delle varie tipologie degli archivi, sono disposti in ordine cronologico.


La consultabilità dei documenti

I documenti conservati negli Archivi di Stato sono liberamente consultabili (art. 21 D.P.R. 30 settembre 1963, n. 1409, modificato dal D. Lgs. 30.7.1999, n. 281, art. 8), salvo quelli dichiarati riservati riguardanti la politica estera o interna dello Stato Italiano degli ultimi trenta e settanta anni, secondo quanto previsto dagli artt. 122-127 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, Codice dei beni culturali e del paesaggio e del decreto legislativo 31 maggio 2014, n. 83, art. 12.
La consultazione dei documenti contenenti dati personali deve avvenire nel rispetto del Codice di deontologia e di buona condotta per il trattamento di dati personali per scopi storici, allegato al Codice in materia di protezione dei dati personali.
L’eventuale consultazione, per scopi storici, di documenti di carattere riservato anche prima della scadenza dei termini sopracitati, può essere autorizzata dal Ministero dell’Interno, previo parere del direttore dell’Archivio di Stato competente e udita la Commissione per le questioni inerenti la consultabili degli atti d’archivio riservati, mediante domanda da indirizzare alla Prefettura competente per territorio.

La Direzione può escludere temporaneamente dalla consultazione e/o dalla fotoriproduzione i documenti il cui stato di conservazione renda necessario tale provvedimento.